
Da TUTTI I COLORI DELLA VITA,
di L. Solinas, SEI

To Feel or
to
Fall

A volte è proprio vero che ci si trova in forse tra to feel e to fall in love. Forse si può trovare la strada giusta, men che meno un compromesso, ogni gesto nel sentimento assurge ad una risoluzione, ad una scelta. Nascondere tutto o nascondersi? Sottrarsi? Certo, si può. O no?
l’amore non è solo un’esplosione emotiva, è una scelta stabile della volontà, cresce nel tempo e diventa legame profondo
propter omnia
"La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare, in materia d’amore.
Questo atteggiamento si basa su parecchie premesse: la maggior parte della gente ritiene che amore significhi “essere amati”, anziché amare; di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili, e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade.
Una, preferita soprattutto dagli uomini, consiste nell’avere successo, nell’essere ricchi e potenti quanto lo possa permettere il livello della loro posizione sociale. Un’altra, seguita particolarmente dalle donne, è di rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire, ecc. Una terza via, seguita da uomini e donne, è di acquisire modi affabili, di tenere conversazioni interessanti, di essere utili, modesti, inoffensivi. Molti dei modi per rendersi amabili sono gli stessi impiegati per raggiungere il successo, per “conquistare gli amici” e la gente importante. Come dato di fatto, quel che la gente intende per “essere amabili”, è essenzialmente un insieme di qualità.
Una seconda premessa per sostenere la teoria che nulla v’è da imparare in materia d’amore, è la supposizione che il problema dell’amore sia il problema di un oggetto e non il problema di una facoltà. La gente ritiene che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal quale essere amati, sia difficile."
da “L'Arte di Amare”, di E. Fromm
Vinum libere fluit et operculum quaerebant